Time out. Ogni tanto bisogna fermarsi, prendere fiato e riflettere, perché, alla fine…

di Jacopo Pagni
Time out.
Ogni tanto bisogna fermarsi, prendere fiato e riflettere, perché, alla fine, è una bella fregatura il tempo.
Arrivi in fondo a una stagione praticamente perfetta e il sogno ti svanisce tra le mani, per un niente, frantumato, quasi fuori tempo, da un pallone che sbatte su un ferro.
E allora devi rimettere a posto i cocci, cambiare rotta e condottiero, cercando la strategia migliore, provandole tutte, prima di svegliarti di colpo, in un sabato sera di fine inverno, capendo che forse, di tempo, ne è rimasto ben poco.
È una bella fregatura il tempo. Perché non concede ulteriori appelli, scorre via con le sue regole e i suoi vincoli, racchiudendo lo sforzo di tutti in una manciata di secondi, tenendo sospese aspettative e speranze; emozioni scandite ogni ventiquattro secondi, dove, una volta partiti, si deve correre forte per arrivare dall’altra parte.
È una bella fregatura il tempo, perché fa sempre paura vedere quanto ne resta, quanto ancora puoi sperare, quanto ancora devi aspettare. È una bella fregatura perché nonostante cronometri e orologi, non ti accorgi che sta volando via, come un contropiede in campo aperto, come un campionato.
Ma se ti fermi un attimo, arrivato alla metà del campo, sei in grado di richiamare alla mente tutto quello che ti è rimasto alle spalle, dalle tensioni alle gioie, dai timori ai ricordi.
E poi però bisogna ripartire subito, rimettere la palla in gioco e andare avanti, scavallando la linea in 8 secondi, possibilmente avendo già in mente lo schema più adatto, senza commettere un’infrazione di campo, senza poter fare un passo indietro.
Bisogna andare avanti, perché di secondi poi ne restano pochi, e nonostante tutto bisogna provarci, lo dobbiamo a chi ci ha portato qui per la prima volta, a chi abbiamo incontrato lungo la strada, a chi è stato sempre presente, e a chi non c’è più, ma sarà sempre con noi, per Lei.
Bisogna tornare ad attaccare, bisogna perdere l’equilibrio, rischiare, chiudere gli occhi e crederci tutti insieme.
E la fregatura è che alla fine il tempo non aspetta, il cronometro non fa sconti, e quello che all’inizio sembrava naturale ora è diventato complesso.
Per questo adesso c’è bisogno di tutti.
Perché lo chiede la Pielle.
E non possiamo lasciarla camminare sola.
Vogliamo tornare tra i grandi.
E’ solo questione di tempo.